scèna

2010-2012

- Ci sono grida intellettuali, grida che provengono dalla finezza del midollo. È proprio questo che io chiamo la carne.

A.Artaud

scèna n.8

scèna n.8

[2011] - olio su tela e iuta, 100x100.

scèna n.6

scèna n.6

[2011] - olio su tela, 120x80.

scèna n.14

scèna n.14

[2012] - olio su iuta, 100x100.

scèna n.7

scèna n.7

[2011] - olio su tela e iuta, 120x80.

scèna n.4

scèna n.4

[2011] - olio su tela, 100x100.

scèna n.12

scèna n.12

[2012] - olio su iuta, 100x150.

scèna n.1(2)La camera fredda

scèna n.1(2)La camera fredda

[2010] – olio su tela, 100×100.

scèna n.1(1)La Camera Fredda

scèna n.1(1)La Camera Fredda

[2010] - olio su tela, 100x100.

scèna n.9

scèna n.9

[2011] - olio su iuta,70x80.

scèna n.11

scèna n.11

[2011] - olio su iuta, 100x150.

L’urgenza del corpo che si manifesta qual è: oltre l’ostacolo dello statico, oltre lo spazio vuoto piantato nel fondo anonimo della tela. Il corpo, questa presenza carnale che torna ad essere, di forza, fatto d’offerta, in attesa, allo sguardo di chi osserva. Dal fondo della tela materia che si forma e s’espande. Emanazione di una espressione che si fa corpo. Si da corpo. Corpo che avanza nello spazio, che si pianta nello sguardo di chi osserva.Dunque una ricerca espressiva che si basa sulla presenza del corpo, sulla realtà di questa massa coagulo di forze da cui non si può prescindere. La prima forma. L’evento originario con cui si ha a che fare, fin da principio: l’esperienza delle esperienze. L’esperienza del corpo come esperienza di sé e del mondo, di sé nel mondo. Questa esperienza è sempre anche e principalmente un’urgenza. L’urgenza di sé, del proprio atteggiamento nel mondo, come parte del mondo.Il corpo. Questa presenza primordiale, figura dell’impotenza attuale. Il corpo. Questa presenza ottusa oramai rimossa nella ricerca di una sostanza. Oggi il corpo, questo soggetto segnato da stigmate profonde, ci parla dell’assenza, originaria mancanza che rimanda a soli relitti, questi corpi espressione evidente dei nodi drammatici di questo tempo. Questo corpo dunque, attante subietto del teatrino moderno, diviene icona delle rovine della nostra società, testimone martirizzato di una cultura che ha perduto il suo dialogo col mondo, un obbligo etico. Ecco allora che dipingere è inquadrare sulla tela il motivo sostanziale della realtà, fino alla più intima e occulta radice. Bisogna scavare la realtà nella sua più prossima evidenza: la nostra presenza oggi nell’oggi. Il corpo, la nostra prima presenza. La presenza della materia carnale quale messa in mostra, manifesta ed incessante, del nostro essere al mondo. Il corpo, dunque, quale voce che risuona dagli abissi più profondi della condizione umana, perché un’arte è pura nel suo essere cura per l’uomo nel suo stare al mondo.Una urgenza.

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scèna n.4

[2011] - olio su tela, 100x100.